Gustavo Trifari, nato a Napoli nel 1883, emigrò negli stati Uniti nel 1904, dopo aver fatto il suo apprendistato come orefice nella bottega  del nonno Luigi. Inizialmente lavorò con lo zio Ludovico, creando la “Trifari and Trifari” nel 1910, ma poi proseguì con la sua personale produzione che ebbe un gran successo grazie alla collaborazione con Leo Krussman, che divenne direttore commerciale della Maison, e con Carl Fishel,  responsabile del servizio vendite.

I tre, fondatori della società T.K.F., divennero nel 1925 i maggiori e più prestigiosi creatori e produttori di bijuox fantasia degli Stati Uniti.

Una parte importante del successo di Trifari è dovuta al connubio tra una clientela glamour ed una pubblicità prestigiosa del marchio. A partire dagli anni ’30, la creazione dei modelli esclusivi per i musical di Broadway, come “Roberta”, e per molte soubrette del teatro , rese celebre la loro produzione. L’apice fu raggiunto con la commissione da parte della first lady, moglie del presidente Eisenhower, dei gioielli per l’insediamento alla Casa Bianca nel 1950. Più recentemente, nel film “Evita” Madonna indossava bijuox Trifari.

Queste committenze non sarebbero state possibili senza la qualità eccezionale dei bijuox : il direttore artistico Alfred Philippe utilizzò solo strass austriaci finemente tagliati e rifiniti a mano, che imitavano molto realisticamente i gioielli più preziosi. E quando le restrizioni dovute allo scoppio della guerra negli anni ’40 proibirono la commercializzazione dei metalli bianchi, Trifari aggirò il problema producendo dei magnifici pezzi in argento placcato vermeil.

Un altro materiale seducente, la lucite, che imita il cristallo di rocca, fu utilizzato negli anni ’40 per i celebri Jelly Bellies.

Questi materiali rimangono in uso anche nel dopo guerra e segnano un tratto distintivo della Maison: il vetro pressato, imitazione perfetta della pietra di luna e del calcadonio dai colori lattiginosi; le superbe false perle e le montature in Trifanium, una lega dorata di metallo di qualità superiore e dalla resa esclusiva e inalterabile nel tempo.

E’ sopratutto il modo in cui questi materiali erano lavorati che rese unici e popolari i gioielli Trifari. La gamma dei modelli, sapientemente lanciata tenendo conto delle mode dell’epoca, era incredibilmente varia e includeva la maggior parte degli stili in voga dagli anni ’20.  Tutti meritano di stare all’interno di una collezione, ma quelli più ricercati sono sicuramente la serie dei Jelly Pins e le Crown Pins (in occasione dell’incoronazione della regina Elisabetta II), in particolare quelle disegnate da Alfred Philippe intorno al 1940. Senza dimenticare i bijuox patriottici realizzati come simbolo di sostegno alle forze armate americane durante la guerra. Le false perle e le pietre fantasia degli anni ’50 hanno recentemente conosciuto un ritorno di interesse, ma i pezzi decorati con fiori, foglie e frutta , i più facili da portare, restano tutt ‘oggi i più popolari.