La bachelite è un materiale nato quasi per caso dall’esperimento del chimico americano Leo Baekeland (da cui ovviamente prende il nome..).

E’ una resina artificiale che segnò l’inizio dell’era della plastica. La gamma dei colori andava dal marrone scuro al nero ma in seguito si misero a punto tutte le altre tonalità di colori. Venne brevettata intorno al 1910 ed ebbe un enorme successo: un materiale nuovo, curioso, indistruttibile e sopratutto resistente al calore. Si usò da principio per gli elettrodomestici, radio, ventilatori, insomma per tutto ciò che noi oggi chiameremmo “modernariato”; poi iniziò ad essere usata anche nel gioiello, dove venne impiegata per creare pezzi dalle forme geometriche e astratte tipiche dell’Art Dèco, ispirate a movimenti artistici di inizio secolo come il cubismo e il futurismo.

Con la bachelite era possibile imitare materiali come la tartaruga, l’avorio, l’ambra. Da qui la sua popolarità nell’uso sui bijuox degli anni dal 1930 al ’40. Dagli anni ’50 in poi fu superata  da altre materie plastiche.

Come si fa a riconoscere un falso? Intanto l’intenditore sa riconoscere la bachelite dal preciso odore che emana, molto diverso da quello di tutte le altre materie plastiche. Inoltre, se si riscalda la punta di una spilla e questa penetra nell’oggetto, significa che è un falso e che non è bachelite.