Fortunato Pio apre la gioielleria in via del Corso a Roma nel 1810: all’inizio tratta anche quadri, tanto che si narra che un ricco milord inglese ogni volta che veniva a sapere che Castellani aveva comprato un quadro, si presentava con il denaro alla mano e non se ne andava finchè non l’aveva acquistato.

Ma la passione e il punto di forza della galleria di quella che poi sarà la dinastia Castellani sono i gioielli Pio e i suoi figli creano e producono nel loro laboratorio.  Qual’è il mondo a cui si ispirano? il passato, la Roma imperiale, il classicismo,il rinascimento. Nell’Ottocento decadente ci si rivolgeva al passato come paradigma da imitare e come fonte di ispirazione. Non dimentichiamoci poi che siamo nella Roma del Grand Tour, quando i “turisti” stranieri, per lo più nobili e uomini di cultura, venivano in Italia per ammirarne i fasti e le vestigia del passato e si riportavano a casa un souvenir del viaggio sotto forma di incisione, micromosaico o gioiello.

I Castellani stessi collezionavano gioielli antichi che esponevano nelle vetrine della loro galleria perchè i clienti li ammirassero.

Ecco nascefre dalle mani sapienti di questi artigiani gioielli ispirati al mondo greco ed etrusco attraverso l’uso della filigrana o di quella tecnica granulare che consisteva nel creare sulla superficie dell’oro piccolissimi grani che davano al pezzo l’idea della smerigliatura.

Ecco comparire come elementi dedcorativi di collane e orecchini anfore, pissidi, scarabei. Nei gioielli risplendono i cammei, le pietre dure e paste di vetro come nei gioielli etruschi e romani. Come se fossero copie dei gioielli di scavo che i Castellani vendevano ai turisti di Roma.

Il maggior successo fu raggiunto con l’apertura della galleria di Londra da parte di Giuliano. Il pubblico inglese aveva una vera e propria passione sfrenata per l’archeologia. Addirittura la cronaca ci racconta che il grande archeologo Schlimann, lo scopritore delle rovina di Troia, avesse portato il tesoro di Priamo a Giuliano, grande appassionato e conoscitore di gioielli di scavo, per farglielo valutare.

Prima di morire Giuliano aveva lasciato una sorta di testamento con cui lasciava ad ogni cliente della galleria un piccolo oggetto del valore di almeno 50 sterline in suo ricordo.