La smaltatura rappresenta una delle tecniche decorative più belle e affascinanti nella storia dell’arte. Addirittura i Micenei usavano lo smalto per decorare i propri gioielli.

La smaltatura permetteva di conferire un colore qualsiasi alle superfici metalliche ed è proprio questo il motivo principale del suo utilizzo, abbellire e armonizzare un oggetto prezioso con un brillante tocco di colore. Dal momento stesso in cui questa tecnica fu realizzata, si evolse in numerosi metodi, uno più affascinante dell’altro.

Lo smalto è una pasta vitrea colorata fusa su una superficie metallica. Già nell’oreficeria micenea, nel 1400 a.C., troviamo lo smalto cloisonnè, spesso nella tonalità del blu, fuso in cavità incise. Nel periodo della Grecia classica era diffuso l’utilizzo dello smalto fuso sull’oro. Questa tecnica raggiunse il suo massimo splendore nella cultura bizantina, per poi essere perfezionata nel corso del XII secolo, quando i Celti intodussero la tecnica dello champlevè, un metodo di lavorazione in cui lo smalto prevale sul metallo, fino a farlo quasi scomparire.

In Europa si affermarono due botteghe tedesche, quella del Reno e quella della Mosa, e in quest’ultima gli stilemi bizantini acquistarono un aspetto più moderno. Successivamente fu Parigi a diventare il più importante centro di produzione di smalti, con il famoso email damasquinè o plique à jour, tecnica che ritroveremo nell’Art Nouveau.

Nell’Italia centrale del 1200/1300 nasce una variante del cloisonnè, detta smalto traslucido.

Lo smalto fu protagonista in tutte le arti decorative del Rinascimento, periodo in cui gli noggetti più vari si ricoprirono di smalti incrostati e a tutto tondo. Questi fantastici oggetti erano i gioielli delle più belle collezioni rinascimentali, come quella di Lorenzo il Magnifico, di cui oggi la parte superstite si può ammirare al museo degli argenti di palazzo Pitti a Firenze.

Dalla metà del Settecento lo smalto venne usato per decorare tabacchiere e objects de vertu. Ritornò poi di gran moda nell’Art Nouveau, sotto forma di email à plique e a cattedrale. Questa tecnica ebbe il suo maggiore e importante rappresentante nell’orefice Lalique.