Negli anni ’40 la costume jewelry si divide in due categorie: la fashion jewelry e la novelty jewelry. La fashion è prodotta dalle più famose manifatture come Coro, Trifari, Mazer, Boucher, Haskell, solo per citarne alcune, che realizzarono bijoux anche in metalli preziosi come ad esempio l’argento sterling. Questi gioielli si ispirarono ai più moderni e contemporanei trends stilistici dell’epoca, e il loro livello tecnico migliorò grazie all’apporto di molti creatori e designer europei che vennero a lavorare per le firme più importanti come Cartier, Van Cleef e Tiffany, fuggendo dal conflitto mondiale che in quel momento devastava l’Europa.

I bijoux erano realizzati seguendo le rigide linee guida della fine jewelry; condividevano con la gioielleria il design, la qualità nei materiali e nella lavorazione così che il livello dei bijoux migliorò nettamente. Nonostante fossero pensati per essere indossati per una breve stagione legata ad una particolare moda, il loro carattere e la qualità inalterati e inalterabili nel tempo li rese tali da essere conservati con cura negli anni da tutte le signore americane, che impazzirono per questi pezzi e iniziarono a collezionarli.

Si spesero milioni di dollari per le prime pubblicità di bijoux che venivano venduti e distribuiti nel Paese attraverso i departement stores e le gallerie specializzate. I negozi stessi erano progettati e arredati per esporre in modo migliore i bijoux, e ne nacque così un business molto fiorente e proficuo per l’epoca.

Furono sopratutto le Maison come quella di Cartier e Van Cleef ad essere riprese nelle linee dei bijoux di Trifari per esempio, che pur interpretandoli in modo innovativo e originale, adattandoli alle esigenze dello stile quotidiano.

Coro produsse tre diverse linee di costume jewelry consentendo a tutto il pubblico femminile, indipendentemente dalla situazione finanziaria, di permettersi un pezzo firmato.

Ecco perchè selezionando personalmente i pezzi della mia galleria  non privilegio solo i materiali preziosi e le pietre importanti; trovo che un bijou, sia esso in bachelite o in tartaruga per esempio, abbia lo stesso valore dal punto di vista della manifattura, dell’unicità, nell’essere comunque testimonianza di un pezzo di storia tanto quanto un gioiello. Questo è il messaggio che mi piace trasmettere a chi ha il piacere di acquistare i miei bijoux.