Il cammeo è un gioiello davvero straordinario sia per la storia che per la lavorazione. Consiste in una conchiglia e in una pietra come l’onice, incisa in modo tale da creare un contrasto tra il soggetto in rilievo e lo sfondo.

Questi gioielli hanno una storia antica, che ha le sue origini fin nell’Ellenismo: l’esemplare più rilevante di questo periodo è il cosidetti cammeo Gonzaga, ora custodito all’Hermitage di San Pietroburgo, e appartenuto al Duca di Mantova. E’ costituito da una straordinaria sardonice , databile forse al III secolo a.C., incisa con un doppio profilo, probabilmente quello di Alessandro Magno e di Olimpiade. Pier Paul Rubens lo defì il più bel cammeo esistente.

Un altro esempio strepitoso di cammeo antico è la Tazza Farnese, un piatto da libagione sempre di epoca ellenistica e di scuola alessandrina,realizzato in agata sardonica, attualmente conservato al Museo Archeologico di Napoli. E’ inciso con un’immagine che rappresenta 7 figure: una singe, su cui siede un personaggio femminile che reca in mano delle spighe; una grande figura maschile con barba che regge una cornucopia; un giovane che impugna un aratro e porta un sacco di sementi; due figure femminili sedute e due maschili in volo. La superficie esterna invece è interamente decorata con una grande Gorgone.

Il gusto per il cammeo si diffonde anche nella Roma imperiale, basti citare il cammeo di Augusto, oggi al British Museum. Ma è sopratutto in epoca rinascimentale che esplode una vera e propria passione per questa tecnica, che nel ‘400 conosce il suo maggior successo: ne è un esempio la collezione di Lorenzo il Magnifico, oggi racchiusa nel museo degli Argenti di palazzo Pitti a Firenze.

Mentre in epoca rinascimentale i cammei sono realizzati sopratutto in pietre dure, nel Settecento e nell’Ottocento si diffonde il cammeo conchiglia. I soggetti sono principalmente mitologici o simbolici, legati ai costumi, alle credenze, agli eventi socio-culturali della società che li ha prodotti. I cammei sono gioielli straordinari sia per la storia che per la lavorazione e diventano veri protagonisti nei gioielli antichi.

La lavorazione consiste in una pietra dura o in una conchiglia incise in modo tale da portare alla luce le varie stratificazioni di colore naturale che la conchiglia o la pietra possiede. Attraverso poi un’incisione a rilievo la figura veniva ottenuta scavandone il contorno attraverso grande perizia e abilità tecnica. Il contrasto di chiaro-scuro conferiva poi maggior rilievo e senso di tridimensionalità al soggetto inciso. Di solito si prediligeva per la parte più superficiale il colore più chiaro della conchiglia, mentre si lasciavano per lo sfondo le sfumature di rosa e arancio degli strati più interni.