La storia del famoso collier di diamanti più famoso nella storia del gioiello antico prende avvio quando la contessa du Berry, amante di re Luigi XV, chiese in regalo il collier al sovrano il quale, come si legge nei documenti dell’epoca, “non sapeva negare niente a quella donna che gli aveva donato piacere sconosciuti”.

Così i gioiellieri di corte Bohemer e Bassenge vennero incaricati di scovare e acquistare i diamanti più belli che c’erano sul mercato. Le pietre selezionate erano circa 600 e vennero incastonate in uno splendido collier, del valore attuale di circa 6 milioni. Ma quando il gioiello fu pronto, Luigi XV si ammalò di vaiolo e nel 1774 morì. La contessa venne cacciata dalla corte e la nuova sovrana Maria Antonietta non era certo ben disposta a pagare quella somma astronomica per un gioiello commissionato dall’amante del re defunto.

Nonostante l’ascesa al trono di Luigi XVI fosse stata celebrata con grande entusiasmo dal popolo, la Francia era sull’orlo del declino e della crisi economica e per di più la regina veniva percepita come straniera, nemica, addirittura soprannominata “la cagna austriaca”.

Il gioielliere Bohmer cercò a più riprese di convincerla ad acquistare il gioiello, di cui aveva anticipato il costo delle pietre, ma Maria Antonietta non ne volle sapere. Dunque nel 1782, disperato, si rivolse alla contessa de la Motte, che sembrava apparentemente in buoni rapporti con la sovrana, per convincerla all’acquisto. Jeanne rassicurò l’orefice, Maria Antonietta voleva assolutamente la collana, solo che non desiderava far sapere la popolo che avrebbe speso tutti quei denari visto che la Francia attraversava una grave crisi economica. Il pagamento sarebbe stato dilazionato in varie tranches e sarebbe stato fatto dal cardinale Louis Renè de Rohan, discendente di una nobile e prestigiosa famigliae a quel tempo elemosiniere di Francia, e di lui, delle sue garanzie, del suo nobile nome, il gioielliere si fidò.

Il monile venne consegnato direttamente alla contessa de la Motte che, travestita nei panni della regina e con la testa velata, ritirò il collier in una notte piovosa. E da quel momento se ne perdono apparentemente le tracce. Pare invece che il marito della contessa, il conte de la Motte, sia partito poco dopo per Londra portando con sè il gioiello, di cui avrebbe venduto le pietre sciolte.

Al momento del pagamento la contessa portò ai gioiellieri tedeschi una nota del cardinale Rohan come garanzia del pagamento, ma i gioiellieri non si fidarono e chiesero udienza alla regina stessa, la quale ovviamente si dichiarò allo scuro di tutto. Ne seguì un coup de theatre: il 15 agosto, che era anche la ricorrenza ufficiale della festa della regina, mentre tutta la corte aspettava i Reali per recarsi in cappella, il cardinale Rohan venne arrestato nella famosa Galleria degli Specchi nella reggia di Versailles, e accusato di truffa fu rinchiuso alla Bastille.

Il cardinale riuscì comunque a distruggere quella che credeva essere la sua corrispondenza segreta con la regina e non è dato sapere se ciò sia avvenuto con la complicità degli ufficiali che l’avrebbero permesso.

La contessa de la Motte fu arrestata il 18 agosto. Il marito invece sfuggì alla cattura poichè in Inghilterra non era raggiungibile dal decreto di estradizione.

Il parlamento di Parigi emise nei confronti del cardinale una sentenza sensazionale: fu assolto con grande disappunto di Maria Antonietta, mentre la Motte fu condannata ad essere flagellata, marchiata e rinchiusa alla Salpetriere.

A seguito di questo scandalo la monarchia francese venne ovviamente screditata. La sovrana divenne sempre più impopolare e i pettegolezzi sul suo conto la resero più che un peso anche nei confronti della figura del marito. Non riuscì più a togliersi di dosso l’immagine di una donna che era stata capace di ordire una frode ai danni della monarchia, e questo le mise ovviamente contro le simpatie del popolo. Su queste braci fu facile innescare la scintilla che scatenò la Rivoluzione Francese.