Cosi amati da Jacqueline Kennedy e Grace Kelly, negli anni ’50 i moretti tornarono di gran moda, una moda che affonda le radici in tempi davvero lontani: nati da un’antica tradizione orafa veneziana, all’inizio erano semplici orecchini in oro e smalto bianco e nero ed avevano una funzione prevalentemente talismanica. Rappresentavano nell’iconografia i pirati saraceni che all’epoca infestavano le coste della Dalmazia e che incutevano paura a tutte le popolazioni del litorale e per esorcizzarla si usava indossare questi gioielli, spesso donati come ex voto anche alle chiese, come ringraziamento per lo scampato pericolo.

Questa iconografia arriva da Venezia: nell’orologio che si affaccia su piazza San Marco, opera di Mauro Colussi, da secoli i rintocchi delle ore vengono scanditi da due mori, che rappresentano il predominio sul mare della Serenissima e il pirata turco assoggettato e sottomesso.

Tutta l’oreficeria veneziana si è ispirata a questo soggetto, spesso realizzato in ebano ma arricchito con pietre preziose e inciso, traforato con tecniche sofisticate, impreziosito con l’uso della filigrana e della granulazione.

I moretti divennero l’emblema della Maison Codognato a partire dagli anni ’30, e vennero arricchiti  da turbanti in oro e pietre preziose, ispirati al personaggio shakespeariano di Otello.