Oggi piuttosto lontani dal nostro gusto, ma molto ricercati, all’epoca erano invece molto amati e di gran moda, sopratutto dopo la vedovanza della regina Vittoria.Il gioiello da lutto, che comunque non va indossato durante il periodo di lutto stretto, risponde a varie esigenze, prima tra tutte quella di ricordare a chi lo indossa la persona cara scomparsa: miniature con ritratti, ciocche di capelli sono alcuni dei più diffusi elementi della gioielleria da lutto, insieme a pietre di colore nero, in primis il gaietto, oppure materiali come il Whitby get.

Il memento mori è il tipico gioiello vittoriano che riflette il gusto macabro di quest’epoca. Piccoli teschi sono protagonisti di anelli, ciondoli e orecchini; cipressi e salici piangenti, simboli di morte, tombe ed urne sono temi ricorrenti.

Una tipologia molto amata all’epoca era il Lover’s Eyes, l’occhio che ti guarda, quello della persona amata scomparsa ma anche quello dell’innamorato: questo occhio aperto, dipinto ad acquarello su avorio o a guache su carta su spille, ciondoli e anelli, era molto apprezzato perchè ritenuto più discreto rispetto ad un ritratto intero. Significava la continuità degli affetti, quasi volesse dire “i miei occhi cercano sempre i tuoi”.