Durante i ruggenti anni ‘20, in pieno proibizionismo, la figura della donna attraversa un cambiamento culturale e il gioiello diventa uno dei mezzi per comunicare quell’indipendenza tanto ambita, Nuovi diritti e libertà.
Così iniziano a spopolare i cocktail ring, anellò volutamente vistosi, esibiti come forma di emancipazione. Un gioiello che monta gemme colorate di dimensioni generose, solitamente indossato sulla mano destra ed esibito nell’atto, per l’epoca sovversivo, di ordinare un cocktail.
La scelta di indossarlo sulla destra non è affatto casuale. Mentre la mano sinistra era quella legata all’anello di fidanzamento, quindi simboleggiava un forte legame con l’uomo, la mano destra rappresentava la libertà e l’indipendenza della donna, anche economica.