I Poison Ring, gli anelli da veleno

I Poison Ring, gli anelli da veleno

Piccoli, preziosi, apparentemente innocui, questi anelli vennero ideati per nascondervi una sostanza mortale. 
Il modello più diffuso era quello di un anello semplice, che però aveva un castone apribile: una pietra, un coperchio, una piccola cavità, abbastanza capiente da contenere il veleno.

Un gioiello così ambiguo da trasformare ogni gesto in sospetto.

Considerato lo spazio angusto che doveva contenere la sostanza velenosa, questa doveva essere potentissima e possibilmente mortale. Fu proprio nelle corti che i poison ring ebbero larga diffusione. Citiamo tra tutti la leggenda che vuole che Lucrezia Borgia, figlia di Papa Borgia, grande icona del veleno rinascimentale, fosse abilissima nel preparare sostanze letali con cui si narra uccidesse non solo rivali politici, ma soprattutto i suoi vari amanti e mariti.

Come antidoto a questi anelli mortiferi si indossavano degli amuleti: i rami  di corallo, gli scorpioni pietrificati, le pietre più strane, tra cui la cosiddetta coda di rospo, ritenuti capaci di neutralizzare le sostanze tossiche.

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